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venerdì 14 gennaio 2011

Scuola palchistica: Problem Solving

Direttamente dal nostro amico Giandomenico "Giando" Barbon (il tecnico luci di RHYTH.MIX, ricordate?) Uno schema (in dialetto Veneto) su come procedere quando si incontra un problema.

Mi raccomando imparatelo a memoria...


domenica 9 gennaio 2011

Scuola Palchistica: il sottotetto

Continuano le nostre esplorazioni di zone poco conosciute del teatro. Questa volta ci dedichiamo al sottotetto.

martedì 30 novembre 2010

Dizionario Panich - Italiano #1

Come tutti voi sapete, ogni mestiere compreso quello del palchista abbonda di terminologie, vocaboli, modi di dire propri.
Vorrei oggi soffermarmi, in questo primo appuntamento, sulla frase ricorrente pronuciata da Panich, ovvero:
" non ti preoccupare, questo sarà un montaggio veloce!"
pronuncia [ 'non ti preokku'pare, kwesto sarà un mon'tadʤo ve'loʧe! ]

Quando vi viene detta questa frase, SCAPPATE!
è una trappola!

domenica 21 novembre 2010

Scuola palchistica: i cunicoli sotto il teatro

Con questo post riprendiamo il Progetto Scuola Palchistica. 

Per un Palchista è fondamentale conoscere ogni antro di quel luogo multiforme che è il Teatro: i nostri eroici Giovani Palchisti hanno prodotto un accurato resoconto di un luogo ben poco conosciuto, i cunicoli che passano sotto alla platea. Luogo misterioso, oscuro, popolato da mostri e bestie immonde (?).



mercoledì 15 settembre 2010

Scuola Palchistica: microfonare un ampli per chitarra

Dato che la festa dell'Oratorio si avvicina, vi propongo un brevissimo saggio su come va microfonato un ampli per chitarra. Anzi, visto che non ho voglia di scrivere, vi dico come NON si microfona un ampli per chitarra:


(ma i vostri abilissimi fonici non commetteranno mai errori così gravi.)

lunedì 3 maggio 2010

Metafisica degli sdoppi e i cammelli



Oggi carissime reclute palchistiche vi delizieremo con la metafisica.
(copiato spudoratamente da Aristotele senza nemmeno rispettare il ©)
Come tutti voi certamente saprete, la metafisica viene chiamata così perchè nel I secolo d.V. lo scazzatissimo Andronico da Rodi perse questo volume in mezzo ai libracci di fisica di un tale Aristotele; da allora ci si riferisce a questo volume come "metafisica","metà tà fusikà","in mess ai libar da fisica" o "negronomicon".
La metafisica in quanto filosofia prima si interessa solo dell'"essere in come tale" e quindi anche noi bravi metafisici palchistici tratteremo solo dell'idea di sdoppio e di cammello in quanto tali.
Innanzitutto definiamo il concetto di sdoppio: esso è un sinolo indissolubile di forma e materia e in quanto tale è composto da: una presa alla quale sono attaccate due spine (o forse era il contrario?) (come materia) e dall'idea stessa della forma dello sdoppio in potenza (come forma).

Allo stesso modo un cammello eolico è un sinolo indissolubile dell'idea in se di cammello in potenza e della materia cammellica
Comunque le cose per essere tali necessitano di 4 (una) cause: la causa materiale (=la materia), quella formale (=la forma), quella finale (=lo scopo) e in ultimo ma non da ultimo quella efficiente (=chi causa allo sdoppio( o al cammello (che dir si voglia)) di esistere).
supponendo le prime tre come cause invariabili infatti: il rame di solito è così, la forma dei fili, delle 2 spine e della presa (mi assale ancora il dubbio che fosse il contrario) di solito non cambia e lo scopo nella vita di uno sdoppio è di sdoppiare (a parte certi giochini che sa fare un certo Magneto...) (e ciò vale anche per i cammelli: un cammello è sempre costituito da materia cammellica, la forma bene o male è quella e lo scopo dell'esistenza di un cammello è quella di sdoppiare...?)

Allora dobbiamo tenere in conto della causa più importante: quella finale ovvero il pirla che si deve montare uno sdoppio (o un cammello), infatti secondo il nostro ragionamento logico la buona riuscita dell'esistenza di uno sdoppio (o di un cammello) dipende solo dalle capacità in ambito del creatore.
Quindi noi aiuteremo i nostri discepoli a partorire, con dolore, i loro sdoppi (o cammelli che dir si voglia) (oh, cavolo... mi sto confondendo con Socrate). seriamente uno sdoppio consta di:
n.1 spina
n.2 prese
n.2 pezzetti di cavo elettrico, isolato, da tre fili di rame, per alta tensione, subatomico, dipinto a mano e autografato.
molto semplicemente basta collegare le due prese alla spina, avvitando i cavettini colorati negli appositi antri.
Dopo aver montato anche voi il vostro sdoppio personale andate a provarlo (possibilmente fuori dal teatro...), se tutto è andato bene allora potrete usarlo anche nel Club Saint Louis e diventerete automaticamente sdoppiatori ufficiosi.

mentre montare un cammello è un segreto per adesso detenuto solo da pochi adepti della setta delle note segrete!
La messa è finita, andate in pace e riproducetevi (ops! questo non dovevo dirlo)
restiamo per gli avvisi e il canto finale.

AVVISI:

☻ si raccomanda di mantenere gli sdoppi in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore, al riparo dalla luce del sole e lontano da esplosivi.

☻ Attenzione è un medicinale, leggere attentamente il foglio illustrativo, può provocare anaflabetismo, morbo di Parkinson, senilità giovanile, shock anafilattico, conati di vomito, sonnolenza, pigrizia irreversibile e morte.

☻ Neil, il nostro grande artista, si raccomanda di usare le forbici dalla punta arrotondata, tanta carta igienica e colla vinilica e di mettere sempre il cavo verde e giallo in mezzo.

☻ L'assiociazzione Amish ci informa che la corrente è male, internet è male, superare il metro e mezzo è male e che per ciò noi moriremo all'inferno.

☻ Neil si era dimenticato di dire che forse è il caso di non infilare la spina nella corrente se non hai ancora attaccato le prese (non è troppo tardi per dirlo vero?)

☻ pana si raccomanda: NO cammelli all'oratorio

Canto finale
http://www.youtube.com/watch?v=3thekvRAPbk

♪♪ (se hai trovato le note segrete, sei un supergenio e quindi meritati di essere assettato subito qui ti mostreremo come (farsi) montare (da) un cammello: http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Zoofilia

martedì 3 novembre 2009

Come riparare un cavo elettrico bruciato

Ed eccoci quindi alla seconda puntata della nostra rubrica "Scuola palchistica", promossa dal nostro Grande Capo, che si occupa di istruire i palchisti in merito ad alcune questioni intricate del loro lavoro. Nella scorsa puntata abbiamo visto come può essere riparato un quadro elettrico: oggi tratteremo invece della riparazione di un semplice cavo elettrico bruciato. Come di consueto, ecco di seguito il video.



Come potete vedere, la riparazione di un semplice cavo elettrico può nascondere intricati enigmi dai quali solo i più esperti possono uscire indenni. Anche se il video è relativo alla riparazione di una parte di un quad, ogni passaggio può essere tranquillamente applicato agli apparecchi con i quali abbiamo a che fare ogni giorno, come ad esempio i dimmer *Si tocca*. Da notare anche che, nonostante la presenza dello scheletro di una Vespa gialla, l'ambientazione può essere tranquillamente ricondotta alla nostra beneamata Gabbia, con tutto il relativo bordello e con la consueta mancanza di cose.

Grazie per l'attenzione e... alla prossima!!! (Che, se Dio vuole, sarà un super speciale su come affrontare uno smontaggio (chi c'era ieri sera sa di cosa parlo... Pana, fatti passare il video))

martedì 16 giugno 2009

Come riparare un quadro elettrico

Il nostro buon Capo, mi consiglia di promuovere una rubrica "Scuola Palchistica" in cui insegnare a tutti i giovani il lavoro dei palchisti. Ogni lezione sarà corredata da un filmato esemplificativo.

Oggi parliamo di quadri elettrici; come montarli e smontarli, come controllare i collegamenti ma soprattutto come operare in sicurezza.

http://www.youtube.com/watch?v=fQ9hJNmP9N8

Purtroppo non posso sentire l'audio ma riesco ad intuire i passaggi fondamentali dell'operazione:
  1. Forzare l'armadietto che contiene il quadro (è d'uopo utilizzare un cacciavite o una spranga)
  2. Appoggiatevi pure con disinvoltura sui contatti elettrici
  3. sradicare con forza qualsiasi cosa non serva
  4. no! quello serve!
  5. ah dimenticavo, prima staccate la corrente