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lunedì 8 aprile 2013

"Eh la madoooonna" [cit.]

Ora che è passata la Pasqua (cattolica, non Palchistica), i tempi sono maturi per recuperare un po' di sana ignoranza, che peraltro non ci ha certo abbandonato durante le festività. In particolare, parliamo di SBUGIARDATE, ovvero dell'atto di incriminare qualcuno in situazioni strane, particolari, che poco hanno a che vedere con l'immagine di sé che il soggetto trasmette nel quotidiano. Osserviamo attentamente questo documento fotografico (prego la Sacra Censura di non intervenire, è un documento di vitale importanza). 


Notato niente di strano? 
Osserviamo chi campeggia nell'angolo in basso a sinistra. 

Adesso ci siete? 

Ebbene, dietro quello sguardo ammaliato, dietro qull'occhio famelico, si nasconde (neanche troppo bene) la bipolare anima del buon Maurizio Ranzenigo (o perlomeno del suo sosia). Di giorno catechista e marito, di notte oscuro guerriero al servizio della Fagiana©. 

Che dire? Ai posteri l'ardua sentenza. (chi coglie la cit. del titolo vincerà un cesto di salumi nostrani e una bottiglia di birra di Ranze, oltre a una calorosa stretta di mano sudata dal sottoscritto)

venerdì 25 gennaio 2013

Ma era proprio necessario?!

Ebbene si, un post all'anno leva il medico di torno.
Quindi anche quest'anno a produrre la mia preziosa opera mi appresto, che presto depositata nell'apposito contenitore sarà, assieme alle lettere di dimissioni di: "Siro, Marchesi, Pana1, Pana2, Vitello, Franceschino, Franceschino2, Abramo, Adamo e il suo pomo" che purtroppo non ancora potute giungere all'attenzione dei nuovi capi sono, per colpa dei rallentamenti sulla Salerno-Lhasa dovuti alla neve sull'Himalaia che allo yak di Jimbo Wales che impedito di raggiungere il potala hanno per il timbro "approvato dal Dalai-Lama" sulle loro dimissioni mettere.

Come ultima premessa, poi inizio seriamente e non scherzo, vorrei comunicare che sono stato accusato di scrivere anche cose vere nei miei articoli, ebbene smentisco queste menzogne! (<  smentisco anche questo, il che implica che questo post sia un ossimoro in se stesso e dunque che tu non lo stia leggendo)

Si apre un nuovo e speriamo glorioso anno per i palchisti, che è comunque iniziato in modo positivo, con un buon megaservice per shrek, di cui esistono addirittura prove a conferma che effettivamente qualcosa abbiamo fatto; qualche sparuto raccomandato del don, che però si è tirato contro le ire del palco; e cene di gruppo tra persone mancanti e persone in eccesso che in media rendono i calcoli dei capi perfetti.
E come è argomento comune nei post da ormai molti secoli è quasi giunto il fatidico cambio della guardia: noi stiamo iniziando più o meno ad ingranare nei vari ruoli e le dimissioni dei vecchi sono finalmente giunte al Potala, peccato che il Lama fosse appena uscito per un esilio, comunque tranquilli che torna tra poco.
Speriamo di riuscire noi a perseverare il cinema nei secoli, o almeno fino a quando riusciremo a dare le dimissioni...

E come dice il buon maestro Yoda: "Ricorda: il segreto per un buon sufflè di patate... 


 sono le patate."

domenica 8 aprile 2012

"Habemus Calamum!"

Oggi, in occasione della Pasqua cattolica (è noto infatti che la Pasqua Palchistica cade in un altro giorno), siamo lieti di annunciare al mondo la venuta di una nuova mascotte. E' stato difficile lasciarci Service alle spalle, talvolta i suoi singulti si sentono ancora aleggiare in teatro (soprattutto se si è sufficientemente ubriachi), tuttavia anche noi abbiamo dovuto voltare pagina. E, nel rispetto delle più recenti tradizioni pasquali, anche quest'anno abbiamo affidato alla benevolenza di Nostra Signora la Dea della Gabbia la scelta della nuova mascotte: l'uovo che conteneva il nuovo arrivato, infatti, è stato lasciato in gabbia per alcune ore al cospetto della Dea, la quale ha avuto modo di fecondare l'uovo (in un modo che ovviamente risiede sepolto nel mistero più fitto) così da donarci un nuovo virgulto quale segno della sua magnanimità. 

Ed è con somma gioia che, per i meriti del Sommo Vitello, in questo giorno di letizia in cui Nostro Signore si ricongiunge al Padre, presentiamo al mondo intero la nuova mascotte del Palco. Eccola:

(tutto sommato non è che poi la Dea della Gabbia ci ami così tanto)

venerdì 6 aprile 2012

Terzo primo post di taaanti (ma voi ci credete ancora)



Anche quest'anno mi sono dovuto donare all'arte letteraria
, sotto minaccia caldo consiglio di ste marchesi, che mi ha anche aizzato contro un simpatico Nyarlathotep, che al momento mi sta pressando per farmi scrivere.
Quest'anno però avrò un livello di difficoltà in più: infatti mentre l'anno scorso ero isolato in un pacifico (anche troppo) eremo nella Gallia cisalpina, in compagnia dei miei soli pensieri; quest'anno ho un comodissimo martello pneumatico, gentilmente offerto dal nonno di giommo, che ritma le mie riflessioni, di conseguenza non mi riterrò personalmente responsabile se l'ovvio filo logico presente nei miei pensieri risulterà alquanto scombussolato, e non sarò nemmeno responsabile per gli eventuali danni psichici riportati dagli incauti lettori.

Detto ciò delle Saghe svedesi e delle avventure che patimmo in quella contrada sono già stati composti vari inni e poemi, con vari elementi di mito e leggenda, come la famosa "Dellassea" di Homero:
" Narrerò, Io muso, dell'eroe filiforme, che tanto
vagò, dopo che colonizzò di Broma alquanto,
di molti genti vide le città e conobbe il teatro,
molto patì a tavola l'animo suo, per aver mangiato
presso Fika,al che si presentò un problema tremendo:
compagni neanche così li salvò, pur volendo:
con la loro empietà si perdettero [citazione necessaria]
stolti, che nelle selve a Bacchici riti assistettero
ad essi la vita al ritorno fu distrutta.
Racconterò qualcosa anche a voi, io figlio Dell'Acqua
..."
Ma quella che vi racconterò oggi sarà la solo la verità, tutta la verità e nient'altro che la verità, senza assolutamente nessun elemento di fantasia o nonsense!

Come ovviamente voi saprete io il sommo Della sono stato incaricato ufficialmente dal governo centrale dell Banfi di andare in visita in Svezia in veste di ambasciatore ufficiale (come attesta anche il foglio allegato). E io, ligio al dovere, come Odisseo prima di me, ho fatto armi e bagagli e sono partito per questo ingrato compito, che qualcuno doveva pur fare. Atterrati all'aeroporto Svedese abbiamo trovato l'esercito nemico ad attenderci: un'ora e mezza di niente più assoluto a 100km\h, che vale a dire niente nel raggio di 150 km dall'aeroporto,... il tutto imbevuto di silenzio assoluto, tanto che l'autista ci ha quasi cacciato dal pullman perché parlavamo troppo forte (lì è illegale) e perché giocavamo a carte (li è illegale), siamo arrivati a Stoccolma e ci hanno posteggiato in una barca-hotel, dove abbiamo pernottato per diverse notti, rischiando di farci arrestare per avere: portato cibo sulla barca (li è illegale), aver comprato della birra (li è illegale fino a 21 anni), averla bevuta in strada (li è illegale), aver fatto rumore in metropolitana (li è illegale), aver rubato un carrello merci e averci fatto un giro per poi lasciarlo in una fontana (si è illegale).
Al che ci hanno spostato a Broma, dove il nostro rappresentante ha conosciuto l'aperta cultura svedese nella sua più alta forma, in un bosco (no questo non è illegale!).
continua nella prossima puntata...

lunedì 27 febbraio 2012

"Io ho ancora 17 anni"

Date le recenti vicende degli ultimi giorni, credo che tutti abbiano riconosciuto la citazione. Trattasi, nella fattispecie, del buon Piazza, ex-palchista (termine che non può esistere) che in occasione del concerto di Van De Sfroos è riuscito ad adescare (è proprio il caso di dirlo) un'ignara giovane donzella semplicemente mentendo sulla propria età. Di conseguenza, essendo egli ufficialmente ancora Palchista (il suo contratto di fatto è ancora in revisione, quindi semplicemente non sta ricevendo lo stipendio (i palchisti hanno uno stipendio?)), non possiamo far altro che eleggere la dolce pulzella al grado di Palchista Onoraria Donna con Mansioni Culinarie.

In sostanza, al sabato deve portarci la torta.



(EDIT: la solita censura è intervenuta imponendo la rimozione dell'immagine precedente. Per protesta, ho messo un'immagine con ben poco senso)

lunedì 5 dicembre 2011

Historiae Sironis

Vista l'indecisione dell'esimio Della nel concludere la sua opera storica
(datata 26/06/11), ne approfitto per pubblicare la prima parte di questo racconto fantascientifico.



Correva l'anno MDCCLXI, e i nostri eroi stavano montando un nuovo e innovativo spettacolo comico dall'originale titolo di "tutto Schekspir", incuranti della mancanza di tempo utile e del tradimento dei fidati compagni che se n'erano bellamente andati a Gardaland, tutto era pronto e lo spettacolo stava avendo inizio quando Siro, irretito dalla meravigliosa serata (e dal buscofan che gli avevo messo nel kebap), iniziò ad avere delle visioni del passato e a narrare del suo fantastico passato:

" Era un anno che non mi ricordo bene quale fosse ma sono sicuro che la seconda guerra mondiale fosse alle porte, io e il mio prode Vitello stavamo andando con un carretto di ultima generazione verso Nova Milanese.
Io guidavo, il vitello tirava, tutto procedeva bene, arrivammo al posto della festa addirittura in tempo e scoprimmo anche che nel frattempo il service si era montato da solo, io infatti non ricordo nemmeno come arrivò li tutta la roba ..."

"Buono questo kebap, ma cos'è questa nuova salsa, mi fa stare bene... cmq dov'è Pana?"
"Mah era andato in bagno mi pare, ma non preoccuparti, continua a mangiare..."

"... tutto procedeva dunque per il meglio, ma ad un certo punto il nano Ilvio, che abitava nel poggio li vicino, decise che i nostri fari davano fastidio ai suoi esperimenti di inscatolamento di arringhe sotto sale, per questo evocò un maligno vento che provocò la caduta istantanea dei nostri fari, non tenne però conto dei morbidi infanti che si trovavano sotto i nostri wind-up, che attutirono la caduta e ci permisero di salvare i nostri poveri faretti.
Oramai il dado era tratto, dopo aver messo al sicuro la nostra mercanzia giurammo vendetta al malefico nanerottolo, e uscimmo regalmente di scena sul nostro maestoso carretto, accompagnati dalla musica di rambo III."

"Aspetta Della ma che ore sono?"
"Le 10.30 circa, perchè?"
" E' già passata un'ora? strano non me ne sono accorto!"
"Massi non preoccuparti,... non hai ancora finito il racconto però!..."


"



Note dell'autore:
(aggiungere di pana che ca.a come una manticora euforica e lisso che ha rischiato di smarrire un timpano, e il mio cervello non prende le lettere)



(per rimanere coerente con il racconto, ho messo una figura a caso)

lunedì 25 aprile 2011

Il ritorno del Della

Pece a voi palchisti tutti e creature tutte che popolate il web!
Sono lieto di annunciarvi che sono tornato!

Inizio scusandomi con tutti ma proprio tutti i miei fan che da anni non hanno avuto mie notizie; purtroppo tutto ciò non è dipeso da me, in realtà sono stato rapito dagli alieni, che però sono stati derubati dal MOIGE, ho dovuto quindi recuperare la navicella per poter tornare a casa.
Purtroppo però il grande capo del moige ha fatto in tempo a maledirmi prima che lasciassi il loro pianeta ed è così iniziata la mia Odissea nello spazio, durante la quale ho visto cose che voi umani non osereste nemmeno immaginare...
Dopo miliardi di peripezie sono riuscito a tornare a casa e ad uccidere il mio clone che nel frattempo il moige aveva posto per sostituire il clone degli alieni, che però si era sposato con la sorella di quella del modo di Fatty, che aveva una storia con la cugina di quella li che "canta" nei bonghi hotel, si dai quella ragazza che si atteggia da uomo, che tra l'altro era imparentata con il nonno di Giomo da cui erano nate, tra gli altri, le gemelle Kesler, ...
Ma comunque questa è un'altra storia...

Sono quindi finalmente riuscito a tornare, in questo gaudioso giorno in cui il Signore è risorto anche io sono ho recuperato la mia essenza terrena. Egli mi è dunque apparso in una visione, durante il mio eremitaggio autoimposto di seclusione in una baita (eremo) in un paesello sconosciuto della malora..., e mi ha rivelato molte cose che sono, altre che furono e altre che devono ancora accadere...
» Mi è stata rivelata la data della fine del mondo: 2012 Ab U.C., quindi il mondo di fatto è già scaduto da un po'ma questo non è un problema per noi, non è passato troppo tempo ed è ancora buono.
» Mi è stata rivelata la formula della felicità: a quanto pare basta un po'di coca -cola assunta ad ogni pasto.
» Mi è stata divelata l'identità di chi ha rapito service, che tra l'altro ho incontrato nel sesto empireo, in compagnia di rat-man e di capitan mutanda, ed oggi vi rivelerò chi è stato l'asassino, l'assassino è ... momento di suspance ... altro momento di suspance ... è ... AAARGH.

Ne approfitto per scusarmi con siro ma venerdì serà io mi stavo già follemente divertendo in un ottimo eremo scavato nella roccia delle montagne della Gallia Cisalpina...

giovedì 29 aprile 2010

Primo Maggio

Il fumo agl’irti colli
zizzagando sale
e sotto il gazebo
urla e biancheggia il Mar(chetti).
Ma per le file del teatro
da ribollir de’ tini
va il dolce odor di birra
l’animo a rallegrar.

Gira su ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando
sta il palchista fischiando
la braciola a rimirar.
Tra i rossastri visi
canti di gioia veri
salgono sinceri
la festa a rallegrar.

(Anonimo palchista)


Mostriamo nella foto lo spaccio segreto dove vengono acquistate le prelibate pietanze per la grigliata.

venerdì 19 dicembre 2008

Historia Palchista

Con questo post si conclude la prima parte della rubrica "Miti e Leggende", prossimamente aggiungerò a questi mirabili scritti tutte le famose "Lettere ai Palchisti", che potete consultare in gabbia in un prestigioso manoscritto.

PRIMO MIRACOLO DEI PALCHISTI

Solo i palchisti storici si ricordano dei grandiosi eventi che accaddero e che rimasero indelebili nelle loro menti. Ma è giunta l’ora di raccontare anche ai giovani i mirabili fatti che accaddero:

Fu al termine di un anno palchistico di gran successo che venne organizzata come di consueto una cena sociale estiva per propiziare le vacanze. All’epoca nell’elenco dei palchisti in attività erano annoverati anche un certo Carletto, Gigi, Brambo ed anche un tale Brambilla Davide Franco detto Rampa.
Ed ecco che arrivato il giorno stabilito tutto era stato preparato in ogni particolare, la tavola imbandita era stata apparecchiata sul palco perché solo lì i palchisti si sentono a loro agio e danno il meglio di loro ( senza nulla togliere al fatto che da fine giugno a settembre il cinema vuoto è il posto più fresco ). Nulla mancava, ogni genere di conforto era presente sulla grande tavola: dalla caraffa di gin lemon che Siro ha apprezzato in modo particolare ( per la prima volta nella mia vita ho visto una persona pasteggiare a gin lemon ), alla birra che non poteva mancare e altri vari intrugli che il barman Carletto aveva preparato con mirabile bravura.
Tutte le persone che contano nell’alta società e quelle che avevano aiutato i palchisti durante l’anno erano state invitate: Languardino (a quale delle due categorie appartiene?), la Franci (una donna ad una cena palchistica!), il Tash, il sobrissimo Maso, don Giuseppe con un fantomatico seminarista che dopo aver detto: “Vado un attimo a telefonare” non si presentò più ( chissà se avrà finito la telefonata?! ) e molti altri commensali.
Ma continuiamo, per preparare i quintali, ma che dico le tonnellate di carne ( ovviamente solo maiale e manzo ) era stata approntata una perfetta cucina da campo nel cortiletto laterale coperta dal (all’epoca) nuovo gazebo e attrezzata con una schiera di griglie a perdita d’occhio. Così i nostri eroi Gigi e Carlo cominciarono a gettare carne sul fuoco e carbonella nella griglia per dare inizio al suntuoso banchetto, come tutti sanno però i palchisti ( un po’ come i vampiri ) alla vista del sangue e della birra perdono il controllo, così i nostri due eroi cominciarono a gettare sempre più carne sul fuoco e sempre più carbonella nella griglia. Ormai erano in una trans da salamella e le fiamme si alzavano ormai alte e finita la carbonella cominciarono a gettare nel fuoco tutto ciò che gli veniva sottomano: scatole di carta, cantinelle, bambini ( per fortuna non ce n’erano altrimenti li avrebbero lanciati di sicuro )….finché…ecco che tutti si fermarono ed accorsero a vedere quel che stava accadendo: la griglia in ghisa aveva raggiunto temperature che si trovano solo nel nucleo del sole e per la prima volta sulla terra la ghisa cominciò a bruciare e le fiamme che prima erano contenute dalla ghisa ora si sprigionavano da ogni dove. Dopo alcuni momenti di incredulità, i palchisti si fecero coraggio e cercarono di arrestare quella reazione che avrebbe potuto a breve degenerare e distruggere tutto il teatro e forse addirittura la terra, con prontezza riuscirono ad isolare la reazione abbandonando la griglia che ormai splendeva di luce propria nel cortiletto. Il processo di raffreddamento raccontano gli storici richiese un’intera settimana in cui Innocente continuò ad imprecare perché la griglia ostruiva le uscite di sicurezza: ma a d’estate chi cavolo c’è in teatro che deve scappare?
Dopo aver salvato il teatro i palchisti si diedero a sfrenati festeggiamento con grandi fette di cocomero, cockatail “sbagliati” così potenti che come può confermare il Brambo non sono mai stati preparati e una grande battaglia con bottigliette e secchiate d’acqua per finire in bellezza.

Questi fatti sono stati qui scritti perché anche i giovani possano conoscere questi eventi che furono all’origine di palcology.

P.S.: Alcuni sostengono che la scorsa estate un fatto similare seppur di dimensioni più contenute si sia verificato in quel di Duddova, ma non sono state trovate prove sufficienti per poter annunciare un nuovo miracolo.


(Da un'indagine molto poco accurata risulta che il seminarista scomparso abbia cambiato "vocazione")

sabato 13 dicembre 2008

Historia Palchista

Prosegue l'opera di evangelizzazione con questo splendido brano tratto dagli "Atti dei Palchisti": il Secondo Miracolo.

ANTEFATTO
Il primo giorno prima del primo giorno di maggio, due intrepidi palchisti a cavallo della mitica 666, si diressero impavidi verso quel regno di oscura perdizione nota ai più come Esselunga di Vimercate. Loro obiettivo era la razzia di generi alimentari per soddisfare l’insaziabile fame (Sete? Chi ha detto sete?) dei loro fidati compagni di ventura. Dopo un lungo girovagare tra i corridoi del labirintico supermercato, i nostri eroi riuscirono nell’impresa di ritrovare la via di casa carichi di ogni genere di prelibatezze. Il sole splendeva alto nel cielo quando rientrarono in un oratorio quasi deserto. L’Angolo Giovane era lì, pronto ad accogliere e proteggere il loro bottino.
Primo Palchista: “Ok. Abbiamo ritirato tutto?”
Secondo Palchista: “No, mancano le birre. Mettiamole in frigo!”
Primo Palchista: “Guarda che è pieno. Mettiamole nel frigo dei gelati!
Secondo Palchista: “Ma non è troppo freddo?”
Primo Palchista: “Ma va! Come fa la birra a congelare?”

LA GRIGLIATA DEI PALCHISTI
La carne già sfrigola sulle piastre, controllata da due splendidi cuochi, e l’alcol gira sotto forma di aperitivo quando qualcuno chiede: “E la birra?” Risposta: “È nel frigo dei gelati”
Rumori lontani, suoni indistinti soffocati dal vociare dei palchisti. Un frigo che si apre e poi è subito richiuso, lattine che tintinnano, la plastica che viene tagliata, una lattina che viene aperta, la birra che viene versata nel bicchiere… La birra che viene versata… La birra…??? Ehi, ma dov’è la birra?
“Ma… questa lattina è vuota!”
Silenzio… tutto tace. Anche le salamelle sul fuoco smettono di sfrigolare. Poi qualcuno dice: “Come è vuota? Dai qua, non senti che è piena?”
La lattina viene rovesciata nuovamente, ma non ne esce niente… Panico!
“Eppure è piena, c’è qualcosa dentro!”
“E allora come… perché… quando… dove…?”
“Aspettate” si alza imponente la voce del Vitello. Attimi di agitazione, panico che sfocia nel caos, ma una cieca fiducia nel sommo Vitello. Poi dall’alto la voce del Vitello: “Ragazzi… La BIRRA È CONGELATA!”



E il velo del palco si squarciò e la gabbia si scosse dopo che Egli ebbe pronunciato quelle parole. La birra, il sostentamento di tutti i palchisti (o quasi) era ghiacciata.
Nei minuti che seguirono il panico regnò sovrano. Furono sperimentati diversi tentativi per scongelare la birra. Qualcuno mise le lattine al sole, qualcuno le avvicinò al fuoco, qualcuno ci si sedette sopra, qualcuno le mise nel forno, altri tagliarono le lattine cercando di succhiare la birra dal ghiaccio. Un nuovo miracolo si era avverato davanti ai nostri occhi increduli. Il secondo. Ingegneri, geografi, medici, esperti di tutto il mondo hanno analizzato questo fatto. Ma nessuno fu in grado di trovare una spiegazione plausibile.
E la grigliata continuò innaffiata da dell’ottima granita di birra… ma questa è un’altra storia.

P.S. alcuni antichi manoscritti rinvenuti nei sotterranei del cinema riportano un altro avvenimento legato a quella stessa data. Si narra, infatti, che il nostro grande capo Panich sia riuscito nell’eroica impresa di finire da solo, e ripeto da solo, una lattina di “FAXE”, prestigiosa bionda danese (ricordiamo che questa fantastica birra viene venduta solamente in taniche da 1 litro). Si tratta solamente di un’invenzione di qualche storico desideroso di innalzare il già altissimo prestigio del nostro amato capo o è pure e semplice verità? Mito o realtà? Probabilmente non lo sapremo mai.

P.P.S. fatti e persone narrate non sono di fantasia. In alcuni passaggi la realtà può essere stata distorta in conseguenza del tramandarsi del mito di generazione in generazione.

P.P.P.S.Grazie Siro!

giovedì 4 dicembre 2008

Historia Palchista

Con questo post inauguro la sezione storica del blog;qui saranno narrate le gesta epiche, i fatti, i miti e le leggende del mondo dei Palchisti.

Ringrazio Magneto autore del pezzo.

Come ormai tutti sapete, Sabato in teatro è stata una delle giornate più sfigate mai viste dai Palchisti in tutta la loro storia (se escludiamo amenità del genere di Peter Pen). Oltre allo sminchiamento di un canale dell’amico Cittadella, che ha provocato non pochi grattacapi soprattutto ad Ale Bramati (il quale si sente in colpa per averci chiesto se dovevamo noleggiare qualcosa e crede di aver menato sfiga), la ben nota fissione del neo-riparato dimmer. Per coloro che non fossero in teatro, gli eventi si sono svolti così.



Ore 17 (credo). I nostri eroi sistemano le ultime cagatelle (leggi: raddrizzamento del proiettore, pulizia, bestemmie in cirillico-anglosassone varie), la solita routine. Ad un certo punto, Piazza, sempre implicato in questo genere di cose, mentre con Siro prova le luci, corre fuori dalla quinta urlando vocaboli sconnessi che possiamo tradurre con "Siro, Siro, spegni tutto che sta andando a fuoco il dimmer". Al che, tutto il teatro si desta: Pana, che stava trastullandosi nella quinta opposta, corre verso Piazza, il quale è in preda ad un attacco di cagarella fulminante, io (Magni), seduto beatamente sul parapetto davanti alla vecchia buca, scatto in piedi e noto subito un lampo, una fiammata e una colonna di denso fumo grigio proveniente dal dimmer. Al che, Pana, con straordinaria (?) prontezza di riflessi, abbassa l’interruttore del "Quadro compagnie", e la festa finisce. Con un forte odore di gremo nell’aria, tentiamo di capire esattamente come sia possibile che fondano 3 (tre) condensatori di protezione contemporaneamente e contattiamo il Vitello, naturalmente assente causa spettacolo di Peppino Ciucciamiilcalzino, che viene messo al corrente degli straordinari fatti.



Ciò detto, ritengo che la fusione del dimmer possa rientrare nella trinità dei miracoli dei Palchisti (gli altri due, ricordo alla gentile utenza, sono la combustione della ghisa e il congelamento dell’alcol), e che qualcuno dovrebbe prodigarsi nella stesura di un ode all’intrepido Piazza, che oltre ad aver subito entrambe le fusioni del dimmer, per chiudere in bellezza la giornata ha anche deciso di mettere a fuoco il proiettore a 5 metri di altezza (imbragato come di consueto). Ditegli bravo.






Qui potete vedere il nostro beniamino che si prodiga in una difficilissima scalata a mani nude (e con un dito nel c**o) di una parete di roccia quest’estate in campeggio.